Consideriamo buona pratica il TRASHWARE (termine nato dalla contrazione delle due parole inglesi TRASH – spazzatura e HARDWARE.
Si definisce trashware il recupero di computer dismessi, il loro ripristino funzionale grazie all’utilizzo del software libero.
Parte integrante del trashware è l’installazione su questi computer di software libero, i cui principi sono congruenti tale attività.
Il materiale informatico così ottenuto può essere ancora utilizzato in maniera efficiente e a basso costo, in particolar modo destinandolo ad iniziative benefiche che tentano di colmare il digital divide, ossia la differenza di mezzi a disposizione tra chi è informaticamente alfabetizzato e chi ancora non lo è.
Possiamo dunque parlare di informatica sostenibile quando viene utilizzato ogni accorgimento per sfruttare i computer fino alla fine del loro ciclo di vita, installando e utilizzando prevalentemente software libero e quando come ultima azione, si provvede al suo smaltimento in modo corretto, consegnandolo alla azienda di smaltimento locale, che si occuperà del conferimento ai centri di raccolta autorizzati.
