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	<title>E-rifiutiE-rifiuti</title>
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	<description>Cosa sono i RAEE, come smaltire i rifiuti elettronici e perché è importante conoscere gli effetti della spazzatura hi-tech per una tecnologia sostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 08:36:27 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Torino: lo specchio della crisi nei cassonetti: nel 2011 rifiuti ridotti del 3,4%</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quasi 16 mila tonnellate di rifiuti in meno nel 2011. La raccolta differenziata resta invece al palo, registrando un incremento di solo mezzo punto percentuale. Nei cassonetti meno carta, vetro &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quasi 16 mila tonnellate di rifiuti in meno nel 2011. La raccolta differenziata resta invece al palo, registrando un incremento di solo mezzo punto percentuale. Nei cassonetti meno carta, vetro e rifiuti elettronici. In controtendenza plastica e organico, che crescono soprattutto durante le feste</strong></p>
<p>Quattrocentocinquantamilatrecentouno tonnellate. A tanto ammontano i rifiuti prodotti dai torinesi nell&#8217;anno appena concluso. La cifra, pur confermando una produzione pro capite ampiamente superiore ai 500 kg, indica un importante trend volto alla <strong>riduzione</strong> del quantitativo complessivo: <strong>-3,4% rispetto alle circa 466 mila tonnellate prodotte nel 2010</strong>.<br />
Se la riduzione dei rifiuti in un sol anno ha fatto registrare passi da gigante, non si può dire altrettanto per <strong>la raccolta differenziata</strong> che <strong>è cresciuta appena di mezzo punto percentuale passando dal 42,4% del 2010 al 42,9% del 2011</strong>. Quali le ragioni di questo miglioramento a due velocità?</p>
<p>Se da un lato le percentuali di RD sembrano essere al palo per la non estensione della raccolta porta a porta ai quartieri ancora non serviti, le ragioni della consistente riduzione dei rifiuti registrata nell&#8217;ultimo anno sono da ricercarsi principalmente nella crisi economica.<br />
Nell&#8217;anno appena trascorso sono state<strong> raccolte meno tonnellate di carta e cartone</strong> (si è passati da circa 66 mila tonnellate del 2010 a 63440 del 2011), <strong>meno vetro e lattine</strong> (da 25500 a 23949),<strong> meno apparecchiature elettriche ed elettroniche</strong> (da 3700 tonnellate a 3196) e <strong>meno rifiuti provenienti dai mercati</strong> ortofrutticoli (3768 tonnellate contro le 5048 del 2010). <strong>In controtendenza</strong> solo i materiali plastici (il cui quantitativo conferito cresce da 11359 a 11905) e <strong>i rifiuti organici</strong> domestici (da 43460 a 44139). Proprio analizzando il trend mese per mese della frazione organica si scopre come la crisi abbia costretto maggiormente a casa le famiglie e abbia favorito al contempo i consumi ritenuti essenziali. L&#8217;incremento dei rifiuti organici è stato infatti registrato proprio nei periodi in cui tradizionalmente la città si svuota: Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, a luglio e ad agosto (solo in questo mese sono state raccolte 300 tonnellate in più di rifiuti organici).</p>
<p><strong>da <a href="http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=110383">Eco dalle città</a>, 01/02/2012</strong></p>
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		<title>UE: anche i pannelli fotovoltaici vanno riciclati</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quadro legislativo]]></category>
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		<category><![CDATA[UE]]></category>

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		<description><![CDATA[Le nuove norme approvate dal Parlamento Europeo impongono nuovi obiettivi per la raccolta differenziata e il riciclo delle apparecchiature elettroniche. Come cellulari, Tv, computer e notebook. Ma anche i pannelli &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le nuove norme approvate dal Parlamento Europeo impongono nuovi obiettivi per la raccolta differenziata e il riciclo delle apparecchiature elettroniche. Come cellulari, Tv, computer e notebook. Ma anche i pannelli fotovoltaici che, però, pongono non pochi problemi. E, così, la legge potrebbe cambiare di nuovo.</p>
<p><strong>Riciclo hi-tech -</strong> La settimana scorsa il Parlamento Europeo ha approvato la nuova normativa in fatto di rifiuti elettronici, <a href="http://www.jacktech.it/news/lifestyle-e-web/eco-stili/rifiuti-elettronici-consorzio-ecolight-raccolte-12-mila-tonnellate-grazie-a-decreto-raee-uno-contro-uno" target="_self">i cosiddetti RAEE</a> . La percentuale di questi rifiuti da riciclare sale al 45%, a partire dal 2016, e al 65% a fare data dal 2019. La nuova legge, però, impone anche un ulteriore obiettivo: la quantità di rifiuti elettronici &#8211; differenziata e riciclata al 2019 &#8211; dovrà essere pari all’85% di quanto prodotto quest’anno. È quindi partito il conto alla rovescia: diciotto mesi di tempo per completare l’iter della nuova legge e per aggiungerla all’ordinamento giuridico di ogni stato membro dell’UE.</p>
<p><strong>Lunga vita ai pannelli -</strong> L’obiettivo dell’85% di riciclo, però, si scontra con un’altra novità delle nuove norme europee sui RAEE. Ossia quella che classifica anche i pannelli fotovoltaici come rifiuti elettronici una volta arrivati al “capolinea”. Cosa giustissima, perché vanno differenziati e riciclati, ma è un’operazione difficile da far combaciare con i nuovi limiti di legge. Il motivo è che, a differenza di <a href="http://www.jacktech.it/news/hi-tech/prodotti-e-software/ces-2012-i-10-migliori-smartphone-e-tablet-htc-windows-phone-titan-ii-samsung-galaxy-s-ii-skyrocket-hd-toshiba-excite-10-sony-xperia-s-motorola-droid-4-asus-eee-pad-memo-nokia-lumia-900-lenovo-ideapad-yoga-acer-iconia-a510" target="_self">cellulari e computer che vengono cambiati o buttati in pochissimi anni</a> , i pannelli solari hanno un ciclo di vita molto più lungo: 20 o addirittura 30 anni. Gran parte dei pannelli installati negli ultimi anni in Europa, quindi, non diventeranno affatto un rifiuto elettronico nel 2019 ma saranno ancora in piena attività.</p>
<p><strong>La proposta -</strong> La legge, a questo punto, andrebbe migliorata e gli operatori del settore delle rinnovabili stanno cercando una soluzione. Reinhold Buttgereit, segretario generale della <em>European Photovoltaic Industry Association</em>, ha proposto un target di riciclo specifico per il fotovoltaico, che ne segua il reale invecchiamento. «<em>L’industria è pronta a supportare la Commissione Europea</em> &#8211; ha detto Buttgereit &#8211; <em>al fine di stabilire una metodologia per un approccio basato sui rifiuti prodotti</em>». Mentre l’Europa decide, infatti, i pannelli solari, a terra nei campi o sui tetti di case e capannoni, continuano tranquilli a <a href="http://www.jacktech.it/news/lifestyle-e-web/eco-stili/energia-rinnovabile-facebook-e-greenpeace-pace-fatta" target="_self">produrre energia pulita e rinnovabile</a> . Altro che rifiuti!</p>
<p><strong>da <a href="http://www.jacktech.it/news/lifestyle-e-web/eco-stili/rifiuti-elettronici-raccolta-differenziata-e-riciclo-dei-pannelli-fotovoltaici">Jack Tech</a>, 31/01/2012</strong><br />
<strong>di Peppe Croce</strong></p>
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		<title>Ferrara: rifiuti elettronici, raccolte da Hera 892 tonnellate</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Boom di tv dismesse dopo il passaggio al digitale. Parte in città un progetto europeo finalizzato alla tracciabilità di questo genere di rifiuti Ferrara, 31 gennaio 2012 &#8211; Nel 2011 &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Boom di tv dismesse dopo il passaggio al digitale. Parte in città un progetto europeo finalizzato alla tracciabilità di questo genere di rifiuti</strong></p>
<p>Ferrara, 31 gennaio 2012 &#8211; <strong>Nel 2011 il recupero dei rifiuti nel comune di Ferrara cresce del 10% rispetto all’anno precedente. Parte, intanto, un progetto europeo guidato dalla multiutility che sperimenterà la tracciabilità dei Raee: in arrivo entro l’anno &#8216;cassonetti intelligenti&#8217; in 4 comuni dell’Emilia-Romagna</strong>.<br />
“Nel 2011 sono state circa 14.800 le tonnellate di Raee – spiega Hera -, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, raccolte da Hera nell’intero territorio in cui opera, attraverso le sue 135 stazioni ecologiche e i servizi di ritiro dei rifiuti ingombranti.<strong> Solo a Ferrara, ne sono state recuperate quasi 892, il 10% in più rispetto al 2010 (809 tonnellate). Un trend in crescita per il Gruppo (+2%), che conferma il risultato già raggiunto nel 2010 di quasi 6 Kg/abitante all’anno di Raee raccolti in maniera differenziata, il 40% in più della media nazionale, contribuendo a fare dell&#8217;Emilia-Romagna la seconda regione in Italia per il recupero di questi rifiuti</strong>”.</p>
<p>Dal 2012 la sfida sarà ancora più ambiziosa, visto che<strong> Hera sarà impegnata in prima linea in Identis Weee, un progetto europeo che punterà a raddoppiare la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici, rendendoli completamente tracciabili. </strong>Una sperimentazione che testerà a Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo la raccolta Raee del futuro.<strong> Sul territorio c&#8217;è stato infatti un boom di raccolta di televisori e computer, legato al cosiddetto &#8216;switch off&#8217;, il passaggio al digitale terrestre. “Questo ha fatto sì che molti cittadini sostituissero il vecchio televisore con uno nuovo, dotato di decoder. Il risultato? Un incremento della raccolta di tv e computer: nel territorio servito da Hera nel 2011 è aumentata del 13%, a fronte di un dato nazionale del 4%</strong>. Oggi questi Raee rappresentano quasi la metà (44%) del totale della raccolta, mentre solo due anni fa l’incidenza si fermava al 36%. In crescita anche i piccoli elettrodomestici, che nel 2011 in tutto il territorio in cui è presente la multiutility crescono del 20% (ne sono state raccolte 1.472 tonnellate, nel 2010 erano a quota 1.227). In calo, invece, i grandi elettrodomestici e i frigoriferi, probabilmente per effetto della fine degli incentivi statali alla rottamazione: nel 2011 la raccolta è diminuita per i primi del 6,5%, per i secondi del 13,8%”.</p>
<p><strong>Solo nel territorio del comune di Ferrara nel 2011 sono state raccolte 306 tonnellate di tv e computer. Nel 2010 erano a 276 tonnellate: il trend è ancora in crescita (+10%</strong>) e la scia del passaggio al digitale si fa ancora sentire. Salgono poi tutte le categorie di Raee: grandi elettrodomestici (265 tonnellate, +10% rispetto al 2010), piccoli (136 tonnellate, +19%), frigoriferi (182 tonnellate, +2,8%) e lampade (0,89 tonnellate, nel 2010 erano a 0,36).</p>
<p><strong>Per migliorare ulteriormente le quantità raccolte, Hera è capofila di un progetto europeo, unico nel suo genere: si tratta di Identis Weee (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for Weee) che in Italia verrà sperimentato a Bologna, Castenaso, Ravenna e Lugo</strong>. Tra gli obiettivi, quello di rendere questo particolare tipo di rifiuto tracciabile, studiando da vicino le abitudini civiche attraverso l’uso di dispositivi tecnologici all’avanguardia. “Ogni cittadino, infatti – aggiunge Hera -, è quotidianamente a contatto con apparecchi elettronici, che hanno una vita sempre più breve: attraverso una quarantina di &#8216;cassonetti intelligenti&#8217;, che saranno messi appunto da Hera, i 4 comuni emiliano-romagnoli faranno da città pilota per capire come ottimizzare il servizio di raccolta. Altro scopo fondamentale, aumentare il recupero di materiali importanti come ferro, alluminio, vetro o plastica, e anche preziosi, come il tungsteno o il palladio che sono contenuti nei Raee e possono essere riutilizzati nei cicli produttivi. Nuovi contenitori per la raccolta di grandi elettrodomestici, televisori e computer saranno collocati anche nelle stazioni ecologiche, nei negozi e presso i centri commerciali. Inoltre, è prevista la realizzazione di una stazione mobile, condotta da un operatore, per la raccolta a domicilio di ogni tipo di rifiuto elettronico”.</p>
<p><strong>Tutti i contenitori saranno in grado di fornire una vera e propria &#8216;carta d’identità&#8217; del rifiuto</strong>: il nuovo sistema informativo permetterà di risalire al cittadino che l’ha portato al cassonetto, determinare l’esatto quantitativo di Raee conferito, tracciare il ciclo di vita del rifiuto fornendo informazioni sul prodotto, sui materiali recuperabili e garantendo la trasparenza dell’intero processo di gestione.</p>
<p><strong>da <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/2012/01/31/661788-rifiuti_elettronici_raccolte.shtml">Il Resto del Carlino</a>, 31/01/2011</strong></p>
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		<title>Crescita inarrestabile dei rifiuti elettronici: nel 2025 più che raddoppiati</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 12:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I rifiuti di computer, telefonini e altre apparecchiature elettroniche di largo consumo potrebbero più che raddoppiare nei prossimi quindici anni, se lo smercio di questi prodotti nel mondo proseguisse ai &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I rifiuti di computer, telefonini e altre apparecchiature elettroniche di largo consumo potrebbero più che raddoppiare nei prossimi quindici anni, se lo smercio di questi prodotti nel mondo proseguisse ai ritmi attuali, passando da 6 milioni di tonnellate censite nel 2010 a 15 milioni di tonnellate nel 2025. Un ammasso di mondezza in grado di riempire un immaginario cubo di 2,5 km² di superficie e di raggiungere l&#8217;altezza di un edificio di 26 piani.</p>
<p>A queste conclusioni giunge il rapporto “Electronics Recycling and E-Waste Issues” di Pike Research, società statunitense di consulenza e di ricerche di mercato, che considera un aumento del volume totale degli oggetti tipici dell&#8217;elettronica di consumo prossimi alla fine del loro ciclo di vita basandosi sulla previsione della loro obsolescenza e della conseguente sostituzione. Smartphone e tablet rimpiazzeranno beni concorrenti; monitor a schermo piatto e televisori moderni porteranno alla fine del tubo catodico.</p>
<p><strong><a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/436948/">Continua a leggere su La Stampa</a>, 05/01/2012</strong></p>
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		<title>Rifiuti: RAEE, oltre 3mila i Centri di raccolta gestiti dai Comuni</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 14:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma – SONO 3.564 i Centri di Raccolta gestiti dai Comuni e dalle aziende di servizi ambientali, con un incremento del 15% rispetto al 2009. Complessivamente la popolazione italiana servita &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma – SONO 3.564 i Centri di Raccolta gestiti dai Comuni e dalle aziende di servizi ambientali, con un incremento del 15% rispetto al 2009. Complessivamente la popolazione italiana servita è pari all’89,62% del totale, ossia 3 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Rimane ancora forte il divario tra Nord, Centro e Sud, anche se è da notare come la popolazione servita al Sud sia passata dal 73,4% del 2009 all’80,7% del 2010. Più modesto l’aumento per il Centro (88,8% contro il 84,7% del 2009), resta invece invariata la situazione al Nord (da 96,2% a 96,4%).</p>
<p><strong>I numeri sono contenuti nel Rapporto L’Italia del Riciclo 2011 promosso da FISE Unire e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che è stato presentato il primo dicembre a Roma. </strong> Particolarmente interessante il dato che si riferisce al sistema di raccolta e gestione dei RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: partito operativamente nel 2008, nell’anno seguente il sistema di raccolta ha raggiunto 193mila tonnellate. Nel 2010 la crescita positiva è stata ulteriormente confermata dal dato sulla raccolta, pari a 245mila tonnellate, che ha consentito di raggiungere l’obiettivo europeo dei 4 chilogrammi pro-capite. Nel 2010 i ritiri effettuati dai Sistemi Collettivi presso i Centri di Raccolta (CdR) sono stati 140mila rispetto ai circa 110mila del 2009. Il trend di crescita è risultato piuttosto costante nell’anno, con picchi di oltre 12mila ritiri nei mesi di agosto, settembre e ottobre. In ciascun giorno lavorativo sono stati effettuati in media 560 ritiri, con una punta di oltre 700 missioni al giorno nel mese di settembre.</p>
<p><strong>Rifiuti – Riciclo: trend positivo nel 2010, ma nel 2011 la crisi è tornata a farsi sentire.</strong> Oggi la presentazione del Rapporto “L’Italia del Riciclo 2011” promosso da FISE Unire, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il 2010 è stato un anno positivo per il settore del riciclo rifiuti, ma il trend di questi ultimi mesi lascia presagire una inversione di tendenza nel 2011, un fenomeno dovuto alla flessione della produzione e della domanda di materie prime ricavate dai rifiuti.</p>
<p>Questo lo scenario che emerge dal Rapporto L’Italia del Riciclo 2011 promosso da FISE Unire, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il Rapporto è stato presentato questa mattina a Roma nel corso di un convegno che si è tenuto presso la Sala Conferenze di Piazza Montecitorio. Questi alcuni dei dati più significativi: il settore del riciclo rifiuti dopo un trend piuttosto negativo registrato nel 2009, in flessione media del 25%, è tornato a crescere, lo scorso anno sono stati riciclati quasi 34 milioni di tonnellate (+40% rispetto al 2009).</p>
<p>L’aumento dei tassi di riciclo si è confermato in tutte le filiere (in media pari al 65%) ad eccezione della plastica. Questi in sintesi i valori registrati per settore: ottimo sviluppo per i rottami ferrosi (+67,9%), buona ripresa per alluminio (+18%), carta (+9,3%), legno (+15,4%) e vetro (+7,5%), modesta flessione per il comparto della plastica (- 0,7%). Dal Rapporto sono emersi altri dati interessanti: nel 2010 il saldo export-import si dimostra negativo con un peggioramento del 5,3% e con un valore di circa 2,5 milioni di tonnellate, cifre irrilevanti se confrontate al 2009 (circa 2,4 milioni di tonnellate). Le uniche eccezioni sono rappresentate dal settore della carta risultato esportatore con un saldo di 1,125 milioni di tonnellate (nel 2009 si erano registrati 1,443 milioni di tonnellate) e da quello della plastica, che presenta un saldo attivo di 129mila tonnellate (nel 2009 invece il saldo era negativo per 246mila tonnellate).</p>
<p>Nel settore degli imballaggi, dopo la flessione registrata nel 2009 delle quantità avviate al riciclo (4%), nell’anno successivo c’è stato un recupero, sono state avviate a riciclo 7,34 milioni di tonnellate, pari al 5,6% in più rispetto all’anno precedente. In termini percentuali, invece, è stata raggiunta una quota di tasso di riciclo pari al 65%, con un incremento dell’1,6% sull’anno precedente. Gli incrementi più consistenti si registrano nei settori degli imballaggi in alluminio (+49,7%), legno (+10,8%) e vetro (+8%), più contenuto è invece l’aumento della carta (+3,8%), della plastica (+1,4%) e dell’acciaio (+0,6 %). Da segnalare l’incremento dei quantitativi trattati di rifiuto organico, già aumentato di 400mila tonnellate dal 2008 al 2009. Si stima che nel 2010 la raccolta differenziata dell’umido e del verde abbia raggiunto 3 milioni di tonnellate. In sintesi, dunque, dal Rapporto 2011 emerge che “anche in presenza di una ripresa economica modesta del 2010, la ripresa del riciclaggio è stata piuttosto rapida e consistente, anche se il settore potrebbe avere ancora notevoli margini di sviluppo”.</p>
<p><strong>di <a href="http://www.statoquotidiano.it/05/12/2011/rifiuti-raee-oltre-3mila-i-centri-di-raccolta-gestiti-dai-comuni/63020/">Stato Quotidiano</a>, 05/12/2011</strong></p>
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		<title>Roma: al Maxxi protagonista il riciclo d&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 14:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Disegni, modelli, video, fotografie e prodotti multimediali accompagnano il visitatore alle scoperta dei mille volti del riciclo, presentato per l&#8217;occasione a tutte le scale, inclusa quella gigantesca del paesaggio Il &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Disegni, modelli, video, fotografie e prodotti multimediali accompagnano il visitatore alle scoperta dei mille volti del riciclo, presentato per l&#8217;occasione a tutte le scale, inclusa quella gigantesca del paesaggio</strong></p>
<p>Il riciclo creativo e artistico è il protagonista assoluto della mostra appena inaugurata al Maxxi Architettura, il Museo nazionale delle arti contemporanee di Roma. Fino al 12 aprile del 2012 la galleria ospiterà infatti il percorso espositivo intitolato «<em>Re-Cycle, strategie per l&#8217;architettura, la città e il pianeta</em>».</p>
<p>Disegni, modelli, video, fotografie e prodotti multimediali accompagnano il visitatore alle scoperta dei mille volti del <a href="http://www.ilterrario.com/2011/04/buon-compleanno-al-museo-dei-riciclo.html" target="_blank">riciclo</a>, presentato per l&#8217;occasione a tutte le scale, inclusa quella gigantesca del paesaggio. Tra le tante opere in mostra vi segnalo in particolare la mostra fotografica «Permanent Error» del sudafricano Pieter Hugo, vincitore del World Press Photo 2006: 27 scatti di sicuro effetto che descrivono una sconfinata discarica in Ghana traboccante di rifiuti elettronici provenienti dai Paesi occidentali.<br />
<a name="more"></a>Completano l&#8217;esposizione due installazioni <em>site specific</em>. La prima, «Maloca» dei designer brasiliani Fernando e Humberto Campana, è una grande installazione di legno e rafia sintetica in cui la cultura degli indios amazzonici si integra alla perfezione con le architetture del Maxxi, opera di Zaha Hadid. La seconda si chiama «Officina Roma» ed è stata realizzata dal collettivo tedesco <a href="http://www.raumlabor.net/" target="_blank">Raumlabor Berlin</a>, che del riciclo artistico ha fatto, per usare un termine molto di moda, la sua mission.</p>
<p>L&#8217;opera (vedi foto del titolo) è realizzata con materiali edilizi di recupero e arredi di scarto ed è stata ideata in collaborazione con un gruppo di studenti.</p>
<p>Il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 11 alle 19, il sabato fino alle 22.</p>
<p>Altre informazioni sulla mostra «<em>Re-Cycle, strategie per l&#8217;architettura, la città e il pianeta</em>» sono <a href="http://www.fondazionemaxxi.it/?p=14858" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>(<a href="http://www.ilterrario.com/search/label/Arte"><em>Dal Blog di Silvana Santo</em></a>)</p>
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		<title>Italia: le lampadine ecologiche inquinano troppo, a Roma il solo impianto smaltimento del Centro</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 08:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia poche strutture in grado di recuperare i vapori di mercurio che contengono: 300 tonnellate trattate in pochi mesi. Storia di un&#8217;idea imprenditoriale vincente ROMA &#8211; Non buttate le &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Italia poche strutture in grado di recuperare i vapori di mercurio che contengono: 300 tonnellate trattate in pochi mesi. Storia di un&#8217;idea imprenditoriale vincente</strong></p>
<p>ROMA &#8211; Non buttate le lampadine. Specie se sono quelle ecologiche: perché inquinano più delle altre. Nella mente di Graziano Modica la lampadina giusta si è accesa quindici anni fa. Stanco di fare l’architetto «senza vedere un soldo», ha abbandonato il tavolo da disegno e ha investito tutta la sua vita «nella bellezza dei rifiuti». L’impianto che ha creato dal nulla e che ancora oggi amministra è l’unico del Centro Italia a dare una nuova vita alle lampade a risparmio energetico, che tagliano la bolletta, ma possono diventare una vera bomba ad orologeria per l’ambiente. Le polveri e i vapori di mercurio che contengono, infatti, se non vengono smaltiti correttamente, rischiano di contaminare terreni e fiumi.</p>
<p>IL SOGNO AMERICANO &#8211; Dare vita alla sua idea, però, non è stato facile. Prima di aprire le porte del suo centro di trattamento a pochi chilometri da Roma, la Nike Srl, Modica ha dovuto studiare parecchio e sbattere la faccia contro molte porte chiuse: «Quando ho avuto l’autorizzazione ho chiesto un finanziamento alle banche, ma mi hanno risposto di no. Avevo visto i film americani e pensavo che fosse semplice: lì basta un’idea. Qui mi sono dovuto rivolgere ai privati». UNICO IMPIANTO DEL CENTRO ITALIA &#8211; Dopo quindici anni i risultati sono arrivati. Il suo impianto è diventato l’unico centro di trattamento delle «eco» lampade raccolte nel Lazio e in Campania grazie a consorzi come Ecolamp. La tecnologia messa a punto da Modica e dal suo giovane staff permette di stoccare i metalli inquinanti e recuperare vetro, alluminio e rame. «Una parte dei materiali che ricaviamo viene smaltita e un’altra invece è venduta ad altre aziende – spiega l’ingegner Rosa Narcisi –. Le sostanze pericolose, invece, vengono concentrate e stoccate».</p>
<p><strong><a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_novembre_24/lampade-riciclo-impianto-modello-coppola-1902287614604.shtml?fr=correlati">Continua a leggere sul Corriere della Sera</a>, 24/11/2011</strong></p>
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		<title>Roma: Ama, raccolta differenziata al 61,8% a Prati Fiscali</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 07:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; A cio&#8217; si aggiunge il Centro di raccolta di via dell&#8217;Ateneo Salesiano, prosegue l&#8217;Ama, molto utilizzato dai cittadini per il conferimento gratuito dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici. &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; A cio&#8217; si aggiunge il Centro di raccolta di via dell&#8217;Ateneo Salesiano, prosegue l&#8217;Ama, molto utilizzato dai cittadini per il conferimento gratuito dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici. Una possibilita&#8217;, questa, che e&#8217; permessa anche grazie alle 12 postazioni mobili di &#8221;quartiere&#8221;, attive in giorni e orari prefissati in alcune vie del Municipio. Per informazioni: Numero verde aziendale 800867035 e www.amaroma.it.</p>
<p>Numerose le iniziative, anche di valenza sociale, adottate nell&#8217;ultimo periodo in tutto il territorio municipale, fra le quali le campagne di sensibilizzazione sull&#8217;importanza della raccolta differenziata avviate nelle scuole e la collaborazione con l&#8217;associazione di volontariato &#8221;Anagramma Onlus&#8221;. 3 ragazzi diversamente abili operano come eco-informatori Ama nell&#8217;area dove e&#8217; attivo il sistema &#8221;duale&#8221; per illustrare ai residenti le modalita&#8217; di raccolta differenziata previste e, piu&#8217; in generale, distribuire materiali sulla corretta gestione dei rifiuti.</p>
<p>E&#8217; attivo, infine, da fine 2010 uno Sportello informativo Ama presso la sede municipale di piazza Sempione 15 (aperto il martedi&#8217; dalle 8.30 alle 11.30 e il giovedi&#8217; dalle 14 alle 17), che consente ai cittadini di avere un contatto diretto con l&#8217;azienda, di ricevere informazioni ed effettuare segnalazioni.</p>
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		<title>Rimini: cinquecento tonnellate di rifiuti elettronici l&#8217;anno smaltite dai detenuti</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 08:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;iniziativa &#8220;Raee in carcere&#8221; avviata nel 2005 è finanziata dalla regione Emilia-Romagna con il Fondo Sociale Europeo per promuovere l&#8217;inclusione lavorativa di persone svantaggiate Rimini, 10 nov. (Adnkronos) &#8211; Un &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;iniziativa &#8220;Raee in carcere&#8221; avviata nel 2005 è finanziata dalla regione Emilia-Romagna con il Fondo Sociale Europeo per promuovere l&#8217;inclusione lavorativa di persone svantaggiate</strong></p>
<p>Rimini, 10 nov. (Adnkronos) &#8211; Un progetto con due anime: una ambientalista e l&#8217;altra sociale. Ambientalista perché ha a che fare con il corretto smaltimento o riutilizzo dei Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche; sociale perché ad apprendere e svolgere questo lavoro sono i detenuti che partecipano ai laboratori &#8220;Raee in carcere&#8221;, avviati nel 2005 con l&#8217;iniziativa comunitaria Equal &#8220;Pegaso&#8221; finanziata dalla regione Emilia-Romagna con il Fondo Sociale Europeo per promuovere l&#8217;inclusione lavorativa di persone svantaggiate.</p>
<p>Utili, ma anche belli: all&#8217;interno dei laboratori, infatti, la creatività ha trovato il suo spazio e alcune delle opere realizzate, sono confluite in una mostra allestita dal Museo del Riciclo, piattaforma web del consorzio Ecolight, presso la fiera riminese Ecomondo. Si tratta di una giostra, un pesce e un settimino realizzati con i rifiuti elettronici dai detenuti delle case circondariali di Forlì e Bologna, nel corso dei laboratori gestiti dalle cooperative sociali Gulliver e It2, in collaborazione con l&#8217;associazione Recuperiamoci.</p>
<p>Dal loro avvio nel 2005, i laboratori hanno coinvolto e formato 21 detenuti, di cui 9 sono stati assunti come figure specializzate; oggi sono 12 le persone impegnate nei laboratori e indennizzate (in fase di tirocinio o borsa lavoro), di cui 7 remunerati (regolarmente assunti) per operazioni di smontaggio e trattamento dei Raee. La quantità dei Raee non pericolosi gestita fino ad oggi dai detenuti ammonta a 500 tonnellate l&#8217;anno, con un obiettivo di recupero dell&#8217;85%. L&#8217;attività, inoltre, contribuisce a riciclare più di 660 tonnellate di ferro, 10 tonnellate di rame, 5 di alluminio e 25 di plastica.</p>
<p>Secondo i dati del ministero della Giustizia, l&#8217;inserimento graduale in attività lavorative abbatte in maniera netta la percentuale di recidiva: meno del 10% delle persone che prima di uscire dal carcere hanno frequentato attività socializzanti torna a delinquere, percentuale che sale fino al 70% dei casi per chi, invece, rimane sempre in carcere. Dati che danno la misura dell&#8217;importanza di un&#8217;attività come quella portata avanti dai laboratori condotti nelle carceri di Bologna, Ferrara e Forlì.</p>
<p>Le opere d&#8217;arte realizzate all&#8217;interno dei laboratori di Forlì e Bologna ed esposte a Ecomondo rappresentano un&#8217;importante vetrina per l&#8217;iniziativa. &#8220;L&#8217;attività artistica &#8211; spiega Barbara Bovelacci, responsabile del progetto &#8216;Raee in carcere&#8217;- ci dà la possibilità di portare all&#8217;attenzione della comunità questi laboratori attraverso oggetti gradevoli da vedere e magari anche da acquistare. L&#8217;obiettivo della nostra attività è il recupero di persone che si trovano in una condizione svantaggiata, dando loro l&#8217;occasione di impegnarsi in maniera continuativa in attività lavorative per reinserirsi nella comunità e nella legalità&#8221;.</p>
<p>Il progetto prevede attività di trattamento e smontaggio dei Raee nei laboratori avviati sia all&#8217;interno delle carceri (come nel caso di Bologna e Ferrara) che all&#8217;esterno (Forlì) per quei detenuti che hanno il permesso di svolgere attività lavorative fuori dall&#8217;istituto. I laboratori sono gestiti da cooperative sociali che ricevono, attraverso i consorzi Ecodom ed Ecolight, commesse per trattare i Raee da piccole e grandi aziende che producono gli apparecchi. Una volta smontati, i Raee vengono riciclati, smaltiti, riutilizzati, anche in maniera creativa.</p>
<p>Le persone che frequentano i laboratori, dopo un periodo di tirocinio, vengono assunte dalle cooperative sociali che li gestiscono e che vengono pagate dai consorzi per il lavoro svolto. E c&#8217;è la possibilità concreta di trovare un lavoro una volta tornati in libertà, grazie alla rete di imprese che gira attorno al progetto. &#8220;Attraverso il disassemblaggio dei rifiuti elettronici viene data una solida opportunità di lavoro alle persone in esecuzione penale &#8211; spiega Walter Camarda, presidente di Ecolight &#8211; L&#8217;arte che nasce dai rifiuti diventa occasione per una rieducazione, nel rispetto dell&#8217;ambiente e nel rispetto della legalità&#8221;.</p>
<p>Nella mostra allestita ad Ecomondo, il Museo del Riciclo espone anche alcune installazioni presentate all&#8217;ultima edizione del concorso &#8220;Rifiuti in cerca d&#8217;autore&#8221; e altre opere nuove selezionate tra le oltre 250 realizzate con materiali riciclabili. Presso lo stand, sarà possibile esprimere la propria preferenza per l&#8217;opera che piace di più attraverso Facebook: ogni giorno, ai primi 150 sarà regalata una luce da lettura firmata Ecolight.</p>
<p>Il Museo del Riciclo nesce un anno e mezzo per valorizzare il lavoro degli artisti che utilizzano materiali di scarto, accrescere la sensibilità sul tema dei rifiuti, in particolare dei Raee che devono essere raccolti e riciclati per limitare la dispersione di sostanze inquinanti. I laboratori in carcere favoriscono il reinserimento lavorativo delle persone in esecuzione penale: dall&#8217;avvio della sperimentazione a settembre del 2009, il laboratorio di Forlì ha impegnato complessivamente sei detenuti, di cui tre assunti, che hanno lavorato circa 300 tonnellate di Raee.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Italia: nasce il prima sistema di raccolta per i pannelli solari esausti</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 10:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fino ad oggi l&#8217;unico impianto di riciclaggio si trova in Germania Sono più di 50mila i moduli fotovoltaici che nell&#8217;ultimo anno sono stati buttati via Roma, 24 ott. &#8211; (Adnkronos)- &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fino ad oggi l&#8217;unico impianto di riciclaggio si trova in Germania</strong><br />
<strong>Sono più di 50mila i moduli fotovoltaici che nell&#8217;ultimo anno sono stati buttati via</strong></p>
<p>Roma, 24 ott. &#8211; (Adnkronos)- Rotti, esausti o semplicemente non più funzionanti. Sono più di 50mila i pannelli solari che nell&#8217;ultimo anno sono stati buttati via. Un volume che nei prossimi anni è destinato a crescere esponenzialmente, perché, oggi, in Italia, per ogni abitante è in funzione un modulo fotovoltaico, più comunemente conosciuto come pannello solare. Oltre 52 milioni sono, infatti, i pannelli solari attualmente in esercizio e, nonostante ciò, fino ad oggi l&#8217;unico impianto di riciclaggio si trova in Germania.</p>
<p>A dare la soluzione italiana è Ecolight, il consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici (Raee), che, in anteprima ad Ecomondo, la fiera di Rimini che partirà il prossimo 9 novembre, presenta il primo sistema integrato per la raccolta e lo smaltimento dei pannelli solari. &#8220;Si tratta del primo servizio svolto interamente sul territorio italiano che vuole offrire una nuova risposta all&#8217;ambiente e che anticipa, di fatto, le prescrizioni normative contenute nel decreto del 5 maggio 2011&#8243; annuncia il direttore di Ecolight, Giancarlo Dezio.</p>
<p>Tanti rifiuti solari anche perché il fotovoltaico in Italia ha registrato un vero e proprio boom. Ad oggi sono infatti più di 288mila gli impianti installati per una potenza complessiva di quasi 11.100 MW. Ed è possibile stimare, riferisce il Consorzio, che ci sia quasi un pannello solare installato per ogni abitante. Sono più di 52 milioni i moduli fotovoltaici che hanno trovato collocazione sui tetti di abitazioni e imprese oppure nei campi. La crescita dal 2005, anno in cui è stato lanciato il primo Conto Energia, è stata esponenziale sia in termini di impianti, sia in termini di potenza.</p>
<p>Secondo i dati del Gestore Servizi Energetici, siamo passati dai 1.402 impianti entrati in esercizio nel 2006 agli 84.570 del 2010; così anche per la potenza che è passata da 9.436 kW del 2006 agli oltre 2milioni e 300mila kW dell&#8217;anno scorso. Soltanto durante il 2010 il fotovoltaico italiano è cresciuto del 215 per cento in termini di numerosità degli impianti e del 324 per cento in termini di potenza installata (2,4 GW). &#8220;La maggior parte dei pannelli solari non più funzionanti è interamente recuperabile. Opportunamente trattati, infatti, -avverte il direttore di Ecolight- è possibile ottenere silicio, vetro, alluminio e plastica: tutte materie prime seconde, che possono essere reimmesse nei cicli produttivi facendo risparmiare energia e contribuendo a salvaguardare l&#8217;ambiente&#8221;.</p>
<p>&#8220;Pensare oggi a come smaltire i pannelli solari è già una necessità se vogliamo evitare -continua Dezio- di trovarci a parlare di emergenza in un prossimo futuro&#8221;. &#8220;Calcolando che i moduli hanno una vita media stimata in 20-25 anni e che la diffusione in Italia ha preso corpo negli anni Novanta, -spiega- stiamo registrando una crescita esponenziale nella generazione di questi rifiuti che, pur non essendo pericolosi, tranne quelli che contengono telloruro di cadmio, sostanza inquinante, richiedono un trattamento particolare affinchè sia possibile ottenere materie prime seconde&#8221;.</p>
<p>Ecolight lancia il suo sistema integrato con la collaborazione di Se.Val Divisione Ecologia e di Csr (Centro Servizi Raee), la società specializzate nello smaltimento e nella logistica dei rifiuti elettronici, e basandosi sull&#8217;esperienza maturata negli ultimi anni nella gestione dei Raee. In particolare, spiega il consorzio, &#8220;verrà garantito il ritiro dei pannelli solari rotti e vecchi in tutto il territorio nazionale e il loro corretto trattamento, con il recupero e il riciclaggio delle materie prime seconde contenute nei pannelli solari e lo smaltimento delle sostanze non riutilizzabili&#8221;.</p>
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