Burkina Faso: quando la fantasia e la solidarietà trasformano i rifiuti elettronici in soldi e lavoro

In Burkina Faso avere un telefonino o un computer nuovo è ancora un lusso per la stragrande maggioranza della popolazione, eppure sono molto ambiti, per “être à la mode” e raggiungere la “civilisation technologique”, come dicono nella capitale Ouagadougou, altri invece si accontentano di quelli che vengono chiamati gli “appareils France-au-revoir”.

Si tratta degli scarti dell’elettronica di consumo europea, computer, telefoni, frigoriferi, televisori usati, importati dall’Europa e scaricati senza tanti complimenti e precauzioni sui mercati poveri dell’Africa come quello burkinabé. Queste apparecchiature a fine vita o dalla durata di vita incerta, ma comunque già segnati dall’obsolescenza programmata della società dei consumi, dopo qualche mese (se va bene) di problematico utilizzo finiscono nelle fogne a cielo aperto. In pochi sanno che contengono sostanze pericolose per l’ambiente e la salute, quando non funzionano più si limitano a scaricarli nei rifiuti.

Emmaüs International, Orange evgli Ateliers du Bocage hanno ritenuto questa campagna necessaria «Per rispondere ai pericoli che sollevano queste migliaia di telefonini sparpagliati nella natura in Burkina Faso e in Africa. Le sostanze contenute in ogni telefonino abbandonato (cadmio, piombo, mercurio) sono ultra-nocive per gli esseri umani e l’ambiente», Per questo hanno lanciato un progetto di raccolta e riciclaggio dei telefonini che ha dato il via ad una più ampia raccolta.

Ha molto aiutato anche la campagna televisiva di sensibilizzazione in Burkina Faso, rivolta ai riparatori ed ai rivenditori perché non gettino e non brucino i loro rifiuti elettronici nella spazzatura o nell’ambiente.

Per aiutare i riparatori e gli utilizzatori di materiale elettronico ormai non più funzionante a non gettarlo o addirittura a bruciarlo, Alassane Sanou, responsabile dell’Atelier du Bocage ad Ouagadougou, organizza corsi di sensibilizzazione. «L’obiettivo è quello di spiegare il pericolo che rappresentano queste apparecchiature – spiega Sanou – La batteria del telefono è piccola ma è tossica e può inquinare circa 600 litri di acqua. L’Agence de traitement d’eau du Burkina non può trattare quest’acqua inquinata (e in Burkina Faso l’acqua è una risorsa preziosissima, ndr). Il tubo catodico del computer contiene una sostanza che, inalata, fa ingrossare il cervello in maniera irreversibile».

Alassane si occupa proprio di riciclaggio del materiale elettrico ed elettronico e, insieme ai suoi collaboratori, raccoglie, tratta e immagazzina l’elettronica da consumo made in Europa della quale i burkinabè si disfanno sempre più velocemente e massicciamente.

«I computer sono fatti a pezzi, lo schermo, la plastica, i componenti elettronici sono messi ognuno in un contenitore preciso. Escluso il ferro, l’alluminio e il rame, tutto il resto è rispedito in Europa. Abbiamo constatato che i burkinabé non avevano accesso ai computer. Abbiamo messo in atto un partenariato con gli ateliers du Bocage in Francia, che ci inviano i loro computer recuperati. Queste macchine sono messe a disposizione dei più poveri. Al contrario, noi spediamo loro i computer usati».

Alla fine del 2010, erano state raccolte 12 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, che sono stati trattati, selezionati per materia e stoccati secondo le norme francesi in materia di trasporto dei rifiuti. Poi gli Ateliers du Bocage li hanno rinviati in Francia per trattarli nella filiera del riciclo.
Una parte del materiale trattato, soprattutto alluminio, ferro, rame e bronzo, viene venduto agli artigiani di Ouagadougou che ci realizzano oggetti artistici.

Quando c’è la materia prima un artigiano fonde anche 500 chilogrammi di metallo al mese. Normalmente il prezzo al kg è di 2.000 franchi Cfa, ma è sempre più difficile trovare la materia prima, perchè i fornitori preferiscono venderla ai compratori internazionali a 3.500 franchi Cfa al kg. Proprio per aiutare gli artigiani burkinabé, l’Atelier de bocage di Ouagadougou fornisce loro rame ed alluminio riciclatio dai computer a 1.500 franchi Cfa al kg.

Yoda Philippe si è invece specializzato nel riciclaggio della plastica. Con i rifiuti raccolti confeziona sacchi per la spazzatura, mobili, pannelli pubblicitari ed altre cose dagli utilizzi più impensabili. E così il suo atelier ricicla circa 4 tonnellate di plastica al mese.

Da Green Report, 17/06/2011

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