California: il riciclo dei rifiuti hi-tech diventa automatico

Uno sportello elettronico simile ai distributori di DVD o agli sportelli bancomat, che però prende piccoli dispositivi elettronici destinati ad essere riciclati e in cambio restituisce un valore in denaro all’utente. Sembra fantascienza e invece si tratta dei macchinari progettati in California da una start-up di San Diego, la ecoATM, che ha già sistemato circa 15 dispositivi in negozi e centri commerciali nella regione del sud della California.

Un’idea totalmente innovativa che rende del tutto automatico il riciclo dei rifiuti elettronici. “I nostri sistemi di prova nel corso dell’ultimo anno e mezzo hanno avuto successo perché forniamo ai consumatori quello che vogliono: facilità d’uso, valore migliore, e il pagamento immediato per la loro elettronica”, ha detto Tom Tullie, presidente e amministratore delegato di ecoATM.

L’incontro con la macchina intelligente è facilitato da uno schermo laterale che dispensa istruzioni per il corretto utilizzo. In pratica l’utente potrà inserire il dispositivo elettronico da riciclare – un vecchio telefono cellulare, un pc che non funziona più, un lettore mp3, un videogiochi ecc. – in una specie di fornetto. Dopo aver ‘inghiottito’ l’oggetto in questione, la macchina analizzerà al dettaglio il prodotto rilevandone le caratteristiche principali, tra cui la marca e il modello. Dopodiché calcolerà una stima del valore in denaro dello stesso e – una volta accettati i termini di contratto – l’utente potrà ritirare i soldi in denaro dallo stesso sportello, oppure ricevendoli come buono sconto presso il rivenditore che ospita la macchina.

Come funziona la macchina del riciclo automatico

Certo, si tratta di macchinari ancora imperfetti, riconoscono i progettisti che hanno contribuito a realizzarli, e in fase di testing, ma la start-up californiana ha dimostrato che si può fare.

In un anno di test, le macchine messe a punto da ecoATM avrebbero riciclato più di 50.000 dispositivi. Google ne aspetta una nella sede di Mountain View, mentre Microsoft ne ha già una nella sede di Redmond.

Come tutte le innovazioni tecnologiche di questo genere, c’è poi da tener conto che i costi per espandere il progetto in modo capillare sono veramente alti. Solo per il lancio dell’iniziativa ci sono voluti 14 milioni di dollari di finanziamento.

Una domanda, infine, ci sorge spontanea: serve davvero un esercito di robot (che consuma altra energia) per agire una rivoluzione del sistema di riciclo dell’elettronica di consumo? Siamo pigri fino a questo punto?

Il Cambiamento, 02/03/2011
C.B.

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