In Italia poche strutture in grado di recuperare i vapori di mercurio che contengono: 300 tonnellate trattate in pochi mesi. Storia di un’idea imprenditoriale vincente
ROMA – Non buttate le lampadine. Specie se sono quelle ecologiche: perché inquinano più delle altre. Nella mente di Graziano Modica la lampadina giusta si è accesa quindici anni fa. Stanco di fare l’architetto «senza vedere un soldo», ha abbandonato il tavolo da disegno e ha investito tutta la sua vita «nella bellezza dei rifiuti». L’impianto che ha creato dal nulla e che ancora oggi amministra è l’unico del Centro Italia a dare una nuova vita alle lampade a risparmio energetico, che tagliano la bolletta, ma possono diventare una vera bomba ad orologeria per l’ambiente. Le polveri e i vapori di mercurio che contengono, infatti, se non vengono smaltiti correttamente, rischiano di contaminare terreni e fiumi.
IL SOGNO AMERICANO – Dare vita alla sua idea, però, non è stato facile. Prima di aprire le porte del suo centro di trattamento a pochi chilometri da Roma, la Nike Srl, Modica ha dovuto studiare parecchio e sbattere la faccia contro molte porte chiuse: «Quando ho avuto l’autorizzazione ho chiesto un finanziamento alle banche, ma mi hanno risposto di no. Avevo visto i film americani e pensavo che fosse semplice: lì basta un’idea. Qui mi sono dovuto rivolgere ai privati». UNICO IMPIANTO DEL CENTRO ITALIA – Dopo quindici anni i risultati sono arrivati. Il suo impianto è diventato l’unico centro di trattamento delle «eco» lampade raccolte nel Lazio e in Campania grazie a consorzi come Ecolamp. La tecnologia messa a punto da Modica e dal suo giovane staff permette di stoccare i metalli inquinanti e recuperare vetro, alluminio e rame. «Una parte dei materiali che ricaviamo viene smaltita e un’altra invece è venduta ad altre aziende – spiega l’ingegner Rosa Narcisi –. Le sostanze pericolose, invece, vengono concentrate e stoccate».
Continua a leggere sul Corriere della Sera, 24/11/2011
